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17 Febbraio 2021
Commemorazione di Miane – Marzio Favero (LV): «Saluto fascista, intollerabile che chi rappresenta un partito come Fratelli d’Italia compia gesti simili»
Venezia, 17 febbraio 2021 – Domenica scorsa a Miane, nel Trevigiano, centinaia di persone che si erano date appuntamento per commemorare 37 militari fascisti uccisi a Valdobbiadene nel 1945 hanno alzato le braccia nel saluto romano. Fra questi i giornali segnalano due esponenti trevigiani di Fratelli d’Italia. «Quanto successo è davvero sgradevole. È comprensibile che esercitino la pietà per i morti coloro che hanno ascendenti familiari in persone che hanno militato nella Repubblica Sociale. Ciò detto, sul piano politico sono necessari dei distinguo. Carlo Bo, uno degli uomini di cultura più profondi che ha avuto il nostro Paese, nel ricordare la tragedia della guerra civile italiana che si consumò tra il settembre del 1943 e il maggio del 1945 anche con strascichi successivi, ha affermato che quando due eserciti si scontrano non esiste l’innocenza, e che sotto pressione gli uomini commettono errori e violenze gratuite. Per questo motivo il giudizio deve essere tarato sui fini che si sono perseguiti: il movimento della Resistenza lottava per la libertà e la democrazia; la Repubblica Sociale combatteva per la Germania nazista. Non solo è incomprensibile, ma è intollerabile che chi ha responsabilità politiche e rappresenta un partito che ha un peso nello scenario politico italiano all’interno dell’arco costituzionale, possa permettersi di fare il saluto romano a pochi giorni di distanza dalla Giornata della Memoria e dal Giorno del Ricordo. Occasioni queste che ci portano a commemorare i lutti incommensurabili comportati dalle grandi dittature fasciste, naziste e comuniste». Marzio Favero, consigliere regionale del Gruppo Liga Veneta per Salvini premier, commenta con queste parole quanto accaduto a Miane. «Credo che sia opportuno, anche alla luce delle discussioni accorse ieri durante la seduta del Consiglio sul tema delle foibe e in vista di quelle che ci aspettano la prossima settimana sul medesimo tema – continua Favero -, che i colleghi consiglieri di Fratelli d’Italia prendano le distanze dai loro rappresentanti trevigiani che, a quanto pare, non hanno capito la lezione della Storia. Il gesto del saluto romano non può essere derubricato a semplice prassi di circostanza. Non si dimentichi che, se c’è stata una guerra civile, è perché Mussolini, non pago di aver condotto il Paese ad affrontare una serie di umilianti e dolorose sconfitte durante la Seconda guerra mondiale, ha accettato di fare da zerbino a Hitler, mettendo in piedi uno stato fantoccio la cui unica utilità pratica è stata quella di portare fratelli a combattere contro fratelli, in una versione dell’Italia che non vogliamo più rivedere».
16 Febbraio 2021
Centenaro (ZP): «Candidatura dei Colli Euganei a Patrimonio Unesco, occasione di rilancio per il nostro territorio provato dalla pandemia»
Venezia, 16 febbraio 2021 - «Il Parco regionale dei Colli Euganei Patrimonio dell’umanità Unesco: una proposta, quella lanciata da più parti e già promossa anche la scorsa legislatura dall’amministrazione regionale, che vale la pena approfondire e che porterebbe davvero un ulteriore lustro al nostro territorio». Giulio Centenaro, consigliere regionale del Gruppo Zaia Presidente, appoggia con queste parole il progetto rilanciato nei giorni scorsi sulle pagine dei quotidiani. «Come già è accaduto per le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene – continua Centenaro -, la sola candidatura a patrimonio Unesco porterà nuova visibilità ai Colli Euganei. I boschi, le terme, i piccoli borghi, le città murate di Este e Monselice potrebbero avere da questa occasione una vetrina internazionale che, una volta terminata l’emergenza sanitaria, potrebbe essere un’occasione di rilancio per i nostri operatori turistici così provati oggi».
15 Febbraio 2021
Finco (LV): «Dietrofront imbarazzante e pericoloso sull’apertura degli impianti sciistici. Ancora una volta palazzi romani e ministro Speranza lontani dai bisogni dei cittadini e delle imprese»
Venezia, 15 febbraio 2021 - «Ancora una volta abbiamo avuto la dimostrazione di quanto i palazzi romani ed in particolare il ministro Speranza siano lontani dai bisogni e dalle necessità delle nostre imprese. Il mondo del turismo invernale si sente preso in giro e abbandonato. Era pronto a ripartire proprio grazie ad alcune garanzie che erano state date al CTS nei giorni scorsi che, accogliendo le linee guida proposte dalle Regioni, aveva dato parere favorevole per la riapertura degli impianti sciistici.  E invece le imprese si sono dovute scontrare con la totale incapacità organizzativa di alcuni esponenti del Governo che non si rendono conto dei danni causati». Nicola Finco (LV), Vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, commenta così il dietrofront sull’apertura degli impianti sciistici. «In questi giorni i vari gestori di impianti e i titolari delle attività economiche che ruotano attorno al mondo dello sci, dagli hotel ai bar e ristoranti, si erano preparati nel miglior dei modi per accogliere i turisti, con ingenti investimenti per la messa in sicurezza da un punto di vista sanitario delle strutture, acquisti di derrate alimentari, assunzione di personale stagionale. Gli alberghi erano stati preparati, sanificati, riscaldati e riaperti, nella speranza di poter salvare una parte della stagione invernale. Dopo tanto lavoro, ieri purtroppo la doccia fredda. Non solamente per le moltissime imprese del nostro Veneto, ma anche per tantissimi lavoratori stagionali che da mesi sono senza lavoro e senza cassa integrazione. Mi chiedo come sia possibile prendere una decisione così drastica a poche ore da una riapertura che era stata così discussa e attesa. Nessuno vuole mettere in pericolo la salute dei cittadini. Gli imprenditori chiedono solo uno sforzo di organizzazione e comunicazione, senza imbarazzanti e pericolosi dietrofront. Le nostre aziende hanno bisogno di tempi certi, per programmare la loro attività e garantire posti di lavoro per moltissimi nostri concittadini. Purtroppo la stagione invernale è ormai persa e al dramma di un anno di mancati guadagni, si è aggiunta anche quest’ultima beffa. A questo punto speriamo che il nuovo governo Draghi segni un cambio di passo, a partire da un elemento che sembrerebbe banale: ascoltare le necessità dei territori e programmare per tempo le fasi di apertura di settori strategici della nostra economia. L’emergenza sanitaria non è ancora finita, purtroppo. Non possiamo sperare di venirne fuori con una tale improvvisazione che ha chiare radici nel precedente governo e che sta portando alla morte migliaia di attività».
15 Febbraio 2021
Elezioni in Catalogna Sandonà (ZP): «Il popolo catalano ha ribadito con il voto di volere l’autodeterminazione. Scandaloso che i leader degli indipendentisti siano ancora in carcere»
Venezia, 15 febbraio 2021 - «Alle elezioni regionali per il rinnovo del parlamento della Catalogna, lo spirito indipendentista della comunità ha dimostrato ancora una volta di essere forte e di non farsi abbattere dalle ingiuste condanne che vogliono fermare la libertà di pensiero, parola ed espressione. Un monito e un esempio per tutti noi». Luciano Sandonà (ZP), presidente della Prima commissione consiliare permanente, esprime soddisfazione per il risultato della consultazione elettorale in Catalogna in cui i tre partiti indipendentisti hanno ottenuto la maggioranza assoluta dei voti. «La volontà del popolo è chiara – continua Sandonà -. A distanza di quasi un anno e mezzo dall’assurda condanna per sedizione che ha portato in carcere i leader indipendentisti per il solo fatto di aver eseguito la volontà dei cittadini a seguito del referendum dell’ottobre 2017, il bisogno di autodeterminazione dei Catalani non si è attutito. Non possiamo quindi che chiedere nuovamente la libertà dei leader come Oriol Junqueras, il presidente di ERC, il primo partito indipendentista, che sta scontando una condanna di 13 anni di carcere per sedizione e malversazione a seguito del referendum per l’indipendenza del 2017. Uno scandalo nell’Europa della libertà del 2021».  
12 Febbraio 2021
Dolfin (LV): «Giornate di fermo tecnico della pesca raddoppiate, il governo riveda le proprie decisioni per evitare il collasso di migliaia di imprese»
Venezia, 12 febbraio 2021 - «La decisione della Direzione Generale Pesca, pubblicata dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, di raddoppiare le giornate di fermo tecnico della pesca a strascico per l’anno in corso, non aiuterà certo a tutelare l’ambiente. L’unico risultato sarà quello di danneggiare le imprese del settore ittico, la cui sopravvivenza è davvero messa a rischio, e con essa la buona salute di tutta la filiera alimentare. È una decisione scellerata che va ripensata. Per questo ho presentato una mozione per chiedere alla Giunta regionale del Veneto di farsi portavoce per aprire un tavolo di discussione e cercare di far rinsavire chi ha fatto questa scelta». A dirlo è Marco Dolfin, consigliere regionale del Gruppo Liga Veneta per Salvini premier. «Il decreto prevede che le giornate di “fermo tecnico”, vale a dire quelle che seguono i 40 giorni del fermo pesca biologico, passino da 15 a 30, per le barche inferiori ai 24 metri, e da 20 a 40 giorni per le barche di lunghezza superiore – spiega Dolfin -. In questo modo le giornate di pesca ridotte copriranno un arco temporale di 4 mesi. Troppi perché questa attività sia ancora redditizia. Molte imprese, che non riusciranno più con i guadagni a coprire i costi, saranno costrette a chiudere, lasciando senza lavoro i dipendenti e senza sostentamento le loro famiglie. Ad essere ancora più sconcertante è il fatto che questa decisione non è stata condivisa al Tavolo di Consultazione Permanente per la Pesca e l’Acquacoltura presso il MIPAAF e che, all’interno dell’UE, non risultano iniziative analoghe, con la conseguenza che, ad essere danneggiati, sarebbero solo i nostri pescatori. Non possiamo permetterlo».
12 Febbraio 2021
Villanova (ZP) e Pan (LV): «Solidarietà ad Alessandra Moretti. Gesto indegno di qualsiasi società civile»
Venezia, 12 febbraio 2021 - «Esprimiamo, a nome dei Gruppi consiliari che rappresentiamo a Palazzo Ferro Fini, la nostra solidarietà all’europarlamentare ed ex consigliera regionale del Veneto Alessandra Moretti. Quanto accaduto a Vicenza, nelle immediate vicinanze della sua abitazione, è un gesto gravissimo e inaccettabile, indegno di qualsiasi società civile». Alberto Villanova, capogruppo di Zaia Presidente, e Giuseppe Pan, capogruppo di Liga Veneta per Salvini premier, condannano con queste parole i fatti verificatisi a Vicenza ieri notte. «La magistratura farà il suo lavoro per rintracciare i responsabili di questo gesto così vigliacco. continuano i due capigruppo -.  Qualunque sia la natura e l’origine dell’ordigno esplosivo, è dovere di tutti i cittadini condannare senza se e senza ma ogni forma di intimidazione e violenza».  
11 Febbraio 2021
Maino (ZP): «Solidarietà ad Alessandra Moretti. Gesto che offende la persona e le istituzioni tutte»
Venezia, 11 febbraio 2021 - «Quanto accaduto a Vicenza nei pressi dell’abitazione di Alessandra Moretti è di una gravità inaudita. Gesti come questo non colpiscono solo la singola persona e il suo operato, ma tutte le istituzioni, di qualsiasi colore politico esse siano. Ora spetta agli inquirenti accertare cosa davvero sia accaduto. A noi non resta altro che esprimere tutta la nostra vicinanza all’europarlamentare Moretti». Silvia Maino, consigliera regionale del Gruppo Zaia Presidente, commenta con queste parole quanto accaduto nella notte a Vicenza. «Ci auguriamo che il responsabile del gesto sia scoperto velocemente – continua Maino – Abbiamo la massima fiducia nelle forze dell’ordine che sicuramente lavoreranno bene. Nell’attesa ribadiamo la nostra solidarietà alla ex consigliera regionale e condanniamo con forza questo gesto vergognoso».
11 Febbraio 2021
Acquisto di vaccini – Villanova (ZP) e Brescacin (ZP): «Bruxelles dà ragione a Zaia: sull’acquisto vaccini smentite le opposizioni strumentali. Il PD ancora una volta non consapevole dei bisogni dei Veneti ma dedito solo alle polemiche»
Venezia, 11 febbraio 2021 - «Le Regioni, se vogliono, sono libere di acquistare vaccini anti-Covid che non siano coperti dalla strategia dell'Ue. E a dirlo non siamo noi, ma lo ha spiegato il portavoce della Commissione Europea per la Salute Stefan de Keersmaecker, che ha risposto a Bruxelles a domande sull'intenzione dichiarata da alcune Regioni italiane di acquistare vaccini. Ancora una volta il PD ha dimostrato di non essere assolutamente in sintonia con i bisogni reali dei Veneti, ma di dare priorità alle sterili polemiche politiche che fanno solo perdere tempo a chi, come il presidente Zaia, sta lavorando per tutelare la salute dei cittadini». Alberto Villanova, capogruppo di Zaia Presidente, e Sonia Brescacin (ZP), presidente della V Commissione Sanità del Consiglio regionale del Veneto, rispondono così alle polemiche sollevate da alcuni esponenti PD e rappresentanti sindacali in merito alle trattative portate avanti dalla Regione del Veneto sull’acquisto di dosi di vaccini. «I vertici europei hanno testualmente ribadito che Stati membri o Regioni possono concludere le loro trattative se i vaccini sono acquistati da società farmaceutiche con cui l’Unione non ha contratti di acquisto anticipato. Lo possono fare perché non c'è nulla nella strategia sui vaccini che lo impedisca. Sin da subito su questo tema, viste le carenze di approvigionamento e la prospettiva di tempi troppo lunghi per tutelare soprattutto le categorie più a rischio, il presidente Zaia aveva spiegato di voler cercare vaccini disponibili sul libero mercato, nel pieno rispetto della normativa europea, senza creare ostacoli alla strategia comunitaria per tutelare il diritto dei veneti alla salute e senza minare alla base il concetto di sussidiarietà tra Stati o Regioni. Oggi da Bruxelles viene la conferma della correttezza del percorso intrapreso da Zaia, il cui obiettivo, rammento, è quello di mettere i Veneti in condizione di vaccinarsi. Chi aveva sollevato inutili critiche, chi aveva parlato di sparate demagogiche, oggi viene smentito direttamente non solo da Stefan de Keersmaecker, ma anche dal Portavoce capo della Commissione Europea, Eric Mamer che ha ricordato a tutti che la salute è competenza degli ordinamenti nazionali con un ruolo di coordinamento dell’Ue solo su alcuni aspetti. Zaia ha agito con estrema correttezza e oggi la sua azione trova conforto nelle precisazioni dai vertici comunitari. Resta il fatto – concludono Brescacin e Villanova – che troppe volte si è voluto attaccare in maniera strumentale e senza cognizione di causa il nostro presidente. I cittadini, per altro, hanno capito benissimo la strategia della disinformazione praticata sistematicamente sulla sanità veneta e la riprova viene da quanti hanno manifestato la loro disponibilità a contribuire economicamente per l‘acquisto dei vaccini. Manifestazione di quella solidarietà concreta che caratterizza il Veneto ma anche chiaro segnale di fiducia nell’operato e correttezza del presidente Zaia. Perché, prima ancora delle chiacchiere e delle polemiche politiche, viene la salute dei Veneti. Invitiamo gli esponenti della minoranza a farsene una ragione».
11 Febbraio 2021
Finco (LV): «La mia vicinanza ad Alessandra Moretti. Nessuna violenza potrà fermare la democrazia»
Venezia, 11 febbraio 2021 - «Quanto accaduto ad Alessandra Moretti è di una gravità inaudita. Le esprimo tutta la mia solidarietà e vicinanza personale in questo momento». Nicola Finco, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto e consigliere regionale del Gruppo Liga Veneta per Salvini Premier, commenta così l’attentato subito dall’europarlamentare del PD Alessandra Moretti. «Sappiamo bene cosa significa trovarsi in una situazione simile – continua Finco -, dal momento che anche la sede trevigiana della Lega, nel 2018, è stata oggetto di un simile gesto. In casi come questo, non esistono differenze politiche. Nessuna violenza potrà fermare la democrazia».
11 Febbraio 2021
Centenaro (ZP): «Arpav, la Regione non vuole nascondere nulla. Presentata un’interrogazione per permettere all’assessore di rispondere alle accuse delle RSU»
Venezia, 10 febbraio 2021 - «Nei giorni scorsi diversi quotidiani e siti di informazione online hanno riportato la lettera aperta scritta dalle RSU di Arpav. Una lettera dura, con cui le rappresentanze sindacali accusavano la Regione del Veneto, ente controllore dell’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale, di aver messo in atto una riorganizzazione di Arpav abbandonandola nel più totale caos. Accuse pesanti che non possono cadere nel vuoto. La Regione del Veneto ha sempre dimostrato la massima attenzione nei confronti di un ente importante come Arpav. Per questo motivo, d’accordo con l’assessore regionale, ho presentato un’interrogazione alla Giunta per poter, nella massima trasparenza, dare una risposta chiara e definitiva a lavoratori e cittadini». Ad annunciarlo è Giulio Centenaro, consigliere regionale del Gruppo Zaia. «La Regione non ha nulla da nascondere – continua Centenaro -, né riguardo una presunta riorganizzazione strutturale, né riguardo il nuovo incarico assegnato al direttore generale di Arpav, nominato a gennaio capo area della “Tutela e Sviluppo del Territorio Veneto”. In aula consiliare l’assessore potrà rispondere alle accuse pesanti lanciate dalle RSU: è giusto che chi ha utilizzato i giornali e la stampa per lanciare contro la Giunta parole pesanti, si prenda le sue responsabilità».