Cookie Consent by FreePrivacyPolicy.com
PROGRAMMA POLITICO
Scopri le ultime news
31 Gennaio 2022
Maino e Dolfin (Lega – LV) “Chioggia e Vicenza, due città venete in finale per la candidatura di “Capitale italiana della cultura” 2024”
Venezia, 31 gennaio 2022 – “Chioggia e Vicenza, le nostre due città venete sono arrivate in finale per il conferimento del titolo “Capitale italiana della cultura” 2024”. Ad annunciare la bella notizia Silvia Maino e Marco Dolfin, consiglieri regionali dell’Intergruppo Lega – Liga Veneta dei territori di Vicenza e Chioggia. “Una notizia che ci riempie di gioia, che accogliamo dal Ministero della Cultura con una punta di orgoglio e soddisfazione – commentano i due consiglieri – Chioggia e Vicenza sono entrate nella graduatoria delle dieci città italiane finaliste per l’importante candidatura grazie alla validità dei progetti presentati. Con le nostre due “venete”, in finale, vi sono anche: Ascoli Piceno, Grosseto, Mesagne (Brindisi), Pesaro (Pesaro e Urbino), Sestri Levante con il Tigullio (Genova), Siracusa, Unione dei Comuni Paestum-Alto Cilento (Salerno), Viareggio (Lucca)”. “Non una, ma ben due città del Veneto hanno risposto ai requisiti del bando per la candidatura e sono in pole position per aggiudicarsi il titolo – riprendono Maino e Dolfin – è già questo un importantissimo risultato, che si è ottenuto grazie all’importante lavoro di squadra nei Comuni e in Regione: una soddisfazione che ci fa ben sperare nella vittoria di Chioggia o Vicenza. Seguirà ora un’audizione pubblica in cui gli enti locali esporranno i propri progetti nei primi giorni di marzo, per poi attendere di sapere quale sarà la città scelta dalla giuria come Capitale della Cultura italiana, il prossimo anno. Naturalmente auspichiamo nella vittoria di una delle due città venete e non possiamo che dire vinca la migliore!”.
31 Gennaio 2022
Dolfin (Lega – LV): “Chioggia e Rosolina non fanno parte del Veneto Orientale, si informi meglio Montanariello”
Venezia, 31 gennaio 2022 – “Da quando Chioggia e Rosolina fanno parte del Veneto Orientale? Sono Comuni che costituiscono l’area del litorale Veneto, e proprio Chioggia, per input del sindaco Armelao, ha ospitato recentemente la conferenza dei sindaci del litorale.  Forse il consigliere Montanariello dovrebbe informarsi meglio sulle specificità dei territori che dovrebbe conoscere bene”. Così il consigliere regionale veneziano, Marco Dolfin, dell’Intergruppo Lega - Liga Veneta in Consiglio regionale, risponde alle affermazioni del consigliere regionale del Partito Democratico Jonatan Montanariello. “Montanariello mescola cose diverse, comuni di zone diverse, con la finalità di attaccare la Regione del Veneto, ma non si può mettere tutto dentro lo stesso “calderone” e fare un minestrone. Ogni Comune ha la sua zona e specificità: la conferenza dei sindaci del Litorale che si è tenuta a Chioggia ha visto la partecipazione dell’assessore regionale al Bilancio Francesco Calzavara e dell’Eurodeputata Rosanna Conte, altro che mancanza di attenzione, per affrontare tematiche importanti come le concessioni balneari e la direttiva Bolkestein, i fondi del PNRR e gli incentivi per il settore turistico”. “Chioggia e Rosolina non si sentono escluse dal distretto turistico del Veneto Orientale, perché non fanno parte del Veneto orientale – riprende Dolfin – sono molto più vicini e simili per caratteristiche ai comuni che rientrano nell’area del Delta del Po e in quest’ottica sto già lavorando per la creazione di un possibile distretto nella parte sud della provincia di Venezia che aggreghi i comuni che condividono caratteristiche simili. Quindi, oltre a Chioggia e Rosolina, anche Cavarzere, Cona, e quelli del Delta del Po. Un contenitore con la finalità di valorizzare le potenzialità attrattive di questi comuni, dal turismo alla pesca fino all’agricoltura, promuovendone la storia e le tradizioni”.
27 Gennaio 2022
Cestari (Lega-LV): «Autodromo di Cavanella Po, mozione in Consiglio regionale. Il Polesine non può perdere una realtà conosciuta e importante come questa»
Venezia, 27 gennaio 2022 – «La questione Autodromo di Cavanella Po, sotto sequestro da più di una settimana, sbarca a Venezia. Ho infatti presentato una mozione con cui chiedo alla Giunta regionale di farsi promotrice presso le sedi competenti per favorire una rapida soluzione, al fine di evitare l’ennesimo danno all’economia locale e per recuperare le attività già programmate». Ad annunciarlo è Laura Cestari, consigliere regionale dell’Intergruppo Lega-Liga Veneta. «Nel documento ricordiamo come la struttura di Cavanella Po rappresenti un’eccellenza nel panorama nazionale e non solo: omologata dalla FIA per i test di Formula Uno (l’attuale campione del mondo Max Verstappen ottenne proprio qui la sua licenza ai tempi della Toro Rosso), dal 2006 ha ospitato il massimo campionato di Granturismo a livello mondiale e fatto da cornice a gare del DTM e della Formula Tre Euroseries, oltre a rappresentare una degna vetrina alle principali competizioni nazionali (Formula 3000, Formula Tre, GT, Prototipi, Superstars Series, Turismo e C1 Cup). Si tratta della sola pista italiana – ricorda ancora Cestari - dotata di sei settori di cronometraggio e può contare su un impianto di illuminazione totale per le competizioni endurance internazionali. Ma non è tutto: l’Adria International Raceway ospita dal 2011 i campionati italiani di scherma a squadre, attira anche tanti privati con kart e motociclette e ha fatto da location alla serie ‘Summertime’ trasmessa di Netflix e ai video di Alex Britti e Baby K, che ha avuto ben 184 milioni di visualizzazioni su YouTube». Insomma, commenta ancora la consigliera, una struttura polifunzionale la cui chiusura porterebbe inevitabilmente un danno enorme non solo a chi lavora al suo interno, ma anche all’indotto, dalle tante strutture ricettive dei dintorni quali ristoranti e ben and breakfast, fino ai tanti fornitori: un rischio palesato dall’amministrazione comunale di Adria e da Confindustria Venezia-Rovigo, fortemente preoccupate per il futuro della struttura anche alla live della vicenda giudiziaria piuttosto complessa che riguarda il circuito. «Mi auguro che il documento venga presto sottoposto al Consiglio per esser approvato - chiude la consigliera -: confido in un intervento delle istituzioni che possa esser rapido ed efficace affinché il Polesine non perda un sito come questo, perché ne risentirebbe pesantemente anche dal punto di vista dell’immagine».
27 Gennaio 2022
Politica, Michieletto e Vianello (Lega – LV): “Fondi PNRR per i Comuni Veneti, Roma mette una pezza ad un proprio errore; Autonomia unica soluzione ad assurde ripartizioni”
Venezia, 27 gennaio 2022 – “La decisione del Governo di rifinanziare i fondi per la rigenerazione urbana non è un omaggio, ma un atto dovuto nei confronti di chi, come i Comuni Veneti, ha sempre dimostrato di gestire le risorse meglio di chiunque altro. Queste nuove risorse permetteranno ai nostri enti locali di portare avanti i loro progetti, per i nostri cittadini. Un risultato figlio di un lavoro di squadra, con Sindaci, Consiglio regionale e parlamentari veneti in prima linea per rivendicare i legittimi diritti dei Veneti”. Con queste parole i consiglieri regionali veneziani Gabriele Michieletto e Roberta Vianello, dell’Intergruppo Lega – Liga Veneta, commentano la notizia del nuovo stanziamento di 905 milioni di euro deciso dal Governo per i progetti di rigenerazione urbana precedentemente esclusi. “La decisione di Roma di rimediare a questo torto era il minimo sindacale. E’ pazzesco, comunque, che in Italia vengano utilizzati criteri per ripartire risorse pubbliche che invece di premiare i più bravi, omaggiano i più indisciplinati. Assurdo e inefficiente. L’unica risposta politica a scelte tanto assurde è l’Autonomia: se ognuno potesse trattenere le proprie risorse per decidere meglio come spenderle, non leggeremo di assurdità come la prima ripartizione” - dichiarano Michieletto e Vianello.
26 Gennaio 2022
Fondi PNRR – Villanova (Lega-LV): «Ulteriori 905 milioni di euro per la rigenerazione urbana da destinare ai Comuni. Finalmente giustizia è fatta per il Veneto»
Venezia, 26 gennaio 2022 – «Giustizia è fatta! I Comuni del Veneto potranno finalmente avere anche loro maggiori risorse per i progetti di rigenerazione urbana. Il Governo ha deciso di stanziare in proposito ulteriori 905 milioni. Una decisione doverosa che va a porre rimedio a una discriminazione assurda di cui sarebbero stati vittime i Comuni virtuosi. Lo sforzo dei Sindaci, di ANCI Veneto e la nostra risoluzione, presentata e approvata in Consiglio regionale del Veneto, sono stati decisivi». Commenta con queste parole il Presidente dell’Intergruppo Lega-Liga Veneta e relatore in aula della mozione, Alberto Villanova, l’extra stanziamento del Governo a favore dei Comuni, tra cui molti del Veneto, precedentemente esclusi da questo riparto. «Una scelta giusta che sana una palese ingiustizia. I Comuni Veneti, come i nostri Sindaci insegnano, sono tra i migliori in assoluto nel gestire le risorse pubbliche. Fin da subito, come rappresentanti della Regione del Veneto, avevamo denunciato questo errore. Dispiace, tuttavia, che si debba lavorare due volte per sistemare qualcosa che, fin dall’inizio, era palesemente distorto, perdendo tempo e risorse preziose. Speriamo che a Roma, per il futuro, sappiano considerare da subito, con imparzialità, tutti i Comuni d’Italia: non vogliamo vantaggi – conclude Villanova -, solo essere trattati come gli altri ed avere ciò che è giusto».
26 Gennaio 2022
Sandonà (Lega-LV): «Prima commissione, soddisfacente giornata di audizioni su programmazione UE 2021-27 e proposte FESR e FSE+»
Venezia, 26 gennaio 2022 – «È stato un momento importantissimo quello vissuto ieri nell’ultima seduta della Prima commissione che ha sentito in audizione quasi 50 soggetti in rappresentanza delle diverse categorie portatrici d’interesse in merito alla PDA n. 36 relativa alla politica regionale di coesione 2021-2027 e alle proposte di PR FESR e FSE+». Il Presidente della Prima commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto Luciano Sandonà (Intergruppo Lega – Liga Veneta) commenta così la seduta di ieri della commissione. «Quello che stiamo esaminando è un documento fondamentale perché riguarda una programmazione strategica che arriva fino al 2027, prevede risorse per 2.062 milioni di euro suddivisi tra i due filoni programmatori, e comprende uno sforzo da parte della Regione del Veneto che arriva a 371 milioni di euro. Quella di ieri, quindi, è stata una giornata soddisfacente che rappresenta anche un punto d’arrivo di un percorso iniziato dalla Giunta, prima della formulazione del documento, che aveva già visto il coinvolgimento dei portatori d’interesse tramite il tavolo del partenariato presso il quale il provvedimento era stato analizzato e costruito. È stato coinvolto il mondo produttivo, delle professioni, gli enti locali, che saranno tra i protagonisti delle prossime sfide, e il mondo della sanità, del sociale e del terzo settore. Tutti saranno chiamati a confrontarsi sugli obiettivi della programmazione che, nel FSE+, saranno quelli dell’occupazione, dell’istruzione, della formazione e dell’inclusione sociale, e nel FESR, quelli della digitalizzazione, della decarbonizzazione, della riduzione dell’inquinamento e dello sviluppo delle aree interne». «Si tratta di un documento aggiornato alle nuove sfide – conclude Sandonà – e rivolto al futuro, che non guarda solo agli obiettivi dell’Unione Europea, ma che può ricevere e accogliere i nuovi e specifici input che provengono dal mondo sociale, economico e professionale del nostro Veneto».
26 Gennaio 2022
Dolfin (Lega – LV): “Una mozione per chiedere al governo di prendere in mano la situazione e completare le opere di compensazione”
Venezia, 26 gennaio 2022 - “MO.S.E.: sia garantito il completamento di tutte le opere di compensazione”. Si intitola così la mozione presentata dal consigliere regionale Marco Dolfin dell'Intergruppo Lega – Liga Veneta in Consiglio regionale e Capo dipartimento Pesca per il partito in Veneto. La mozione depositata oggi in Consiglio regionale del Veneto impegna la Giunta regionale ad intervenire presso il Governo e le autorità competenti “affinché sia garantito senza se e senza ma il completamento di tutte le opere di compensazione del MO.S.E. - spiega Dolfin – è di questi giorni la notizia che la sezione di controllo della Corte dei Conti ha sostanzialmente bocciato il Settimo Atto Aggiuntivo tra il ministero delle Infrastrutture e il concessionario Consorzio Venezia Nuova. Un nuovo “stop” che comporta criticità per tutti i lavori di difesa locali e per le opere di compensazione. “Ancora una volta la salvaguardia della laguna è al centro di notizie di stampa – ricorda il consigliere regionale – di discussioni, polemiche, rallentamenti, blocchi. Ancora una volta vige un caos generalizzato, figlio di un'assenza di governance sulla laguna. Di certo non sono mancate le nomine dei “commissari”, ma le opere importanti, i cantieri e le imprese rimangono fermi al palo, in attesa di chiarimenti e controlli. Fermi anche anche i lavori sulle conche di navigazione del Mose – aggiunge il capo Dipartimento Pesca - da sempre ritenute strategiche dai pescatori in primis per evitare giorni di stop quando vengono alzate le paratoie delle dighe mobili. Perdurano situazioni di incertezza, di confusione, in cui la  vittima più eccellente non è solo il sistema Mose e tutte le opere annesse e connesse,  come  le opere di mitigazione, di salvaguardia, di  bonifica o di compensazione. A pagarne le spese è anche la Basilica di San Marco, dove i lavori previsti di tutela e salvaguardia dell'immenso patrimonio storico culturale, emblema della città, rischia ancora una volta di naufragare nelle “secche” delle burocrazia giudiziaria”. “Sia chiaro, l'azione di controllo degli organi giudiziari – prosegue Dolfin - in particolare dalla Corte dei Conti, vanno sicuramente considerate come giusta azione e attenzione nell'ottica della massima trasparenza e tutela dei soldi pubblici. Non è ammissibile  che opere faraoniche, uniche al mondo, come unica al mondo è la città che le ospita, si arrivino a bloccare per anni e non si riesca a vederne o prevederne la fine. Il Consorzio dovrà attendere fino a primavera per sapere il suo destino dal Tribunale civile ma i contratti e le fidejussioni sono bloccati. I cantieri ancora fermi e i tempi di conclusione si allungano. Siamo di fronte ad una incapacità gestionale di cui nessuno, pare, voglia prendersi delle responsabilità: è ora che la politica tutta faccia seriamente la sua parte a tutela dell'immenso patrimonio storico-culturale, ambientale, di Venezia città e laguna. Nell'auspicio e nell'attesa di soluzioni e chiarimenti giudiziari, invito non solo a ricordare la data dei 1600 dalla nascita della Serenissima, ma a perorare nelle sedi opportune interventi volti alla sua reale tutela, evitando così figure  da  semplici  demagoghi e niente più”.
26 Gennaio 2022
Villanova (Lega-LV): «Giorno della memoria: la cronaca dimostra che oggi più che mai è necessario fermarsi e ricordarsi di ciò che è stato»
Venezia, 26 gennaio 2022 – «I fatti di cronaca provenienti dalla Toscana, che riportano le violenze da parte di adolescenti a un bambino di origine ebrea, dimostrano quanto celebrare il Giorno della Memoria sia essenziale ancora oggi. E, purtroppo, non parliamo di fatti isolati: secondo un rapporto dell'Organizzazione sionista mondiale insieme all'Agenzia ebraica, il 2021 ha visto una recrudescenza di violenze anti-semite.  Domani, 27 gennaio, giorno in cui si commemorano le vittime della Shoah, sarà doveroso per noi tutti fermarci e riflettere su ciò che è stato e su cosa si può fare perché non accada più». Alberto Villanova, presidente dell’Intergruppo Lega-Liga Veneta, interviene con queste parole in occasione del Giorno della Memoria. «Sono ormai passati due anni da quando la Regione del Veneto ha approvato la legge n.5 del 3 febbraio 2020, da me proposta, che prima in Italia ha istituzionalizzato le iniziative per la conoscenza della Shoah e per il Giorno della memoria, confermando che nessun riferimento a quegli orrori può essere ancora tollerato. Ancora una volta, ci stringiamo attorno alle comunità ebraiche. Una vicinanza e un sostegno che però non devono farsi sentire solo in queste occasioni. La memoria deve essere tenuta viva ogni giorno, e gli insegnamenti di chi non c’è più devono continuare a guidarci. Gli intollerabili paragoni con la situazione sanitaria attuale che abbiamo visto, ad esempio, a Novara qualche mese fa, così come le violenze e le minacce, o le scritte sui muri, di cui continuiamo a leggere, rendono attuale e doveroso, oggi più che mai, questo giorno dedicato al raccoglimento. I settantasette anni trascorsi da quando le truppe sovietiche entrarono nel campo di Auschwitz non possono essere trascorsi invano. Non vanifichiamo il lavoro dei tanti sopravvissuti che, nonostante il dolore che questo ha provocato loro, hanno mantenuto vivo il ricordo di quegli orrori perché le giovani generazioni non compissero gli stessi errori».
25 Gennaio 2022
Finco (Lega – LV): “Un progetto di legge Statale per estendere il congedo lavorativo per la malattia dei figli fino ai 14 anni d’età”
Venezia. 25 gennaio 2022 - “Ai genitori deve esser garantito il congedo lavorativo per la malattia dei figli che hanno fino a 14 anni d'età e non più solo fino agli 8 anni come avviene oggi”. Così il vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, Nicola Finco, dell'Intergruppo Lega – Liga Veneta, spiega l'obiettivo del progetto di legge statale che ha appena depositato in Consiglio regionale. “Oggi la normativa vigente prevede che un genitore possa prendersi congedi per accudire il figlio fino all'età di 8 anni del bambino, ma non è chiaro secondo quale logica un bambino di 9 anni, invece, possa stare solo e i congedi non siano garantiti se non per condizioni legate all'emergenza sanitaria. L'obiettivo di questo Progetto di legge è estendere il limite d’età per il quale un bambino che si ammala, di qualsiasi cosa, non possa rimanere solo, così che al genitore sia garantito il giusto permesso lavorativo per accudirlo, almeno fino ai 14 anni. Età, quest'ultima, in cui il ragazzino è un po' più indipendente”. Il progetto di legge statale si intitola: “Modifiche all’articolo 47 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53 “per estendere il diritto del genitore di astenersi dal lavoro in caso di malattia del figlio fino all’età di 14 anni”. “La normativa nazionale vigente – ricorda il vicepresidente - prevede situazioni diverse sulla posizione del genitore a seconda che il figlio abbia meno di tre anni o abbia tra i tre e gli otto anni. Nel primo caso, si ammette il diritto di astensione lavorativa, alternativo per ciascun genitore, per i periodi corrispondenti alla durata della malattia del figlio, nel secondo caso tale diritto alternativo è previsto con il limite di cinque giorni lavorativi all’anno. Vogliamo che nessun minore tra gli otto e i quattordici anni, durante la malattia, sia lasciato solo e privo di assistenza”. Nella proposta legislativa si evidenzia come già le misure urgenti per fronteggiare la pandemia prevedano che il genitore possa astenersi dal lavoro per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata della sospensione dell'attività didattica o educativa in presenza del figlio fino a 14 anni, così per la durata della malattia da Covid e per la durata della quarantena del figlio. “E' solo dal quattordicesimo anno di età che il nostro ordinamento riconosce una limitata autonomia al minore comunque legato fino ai diciott’anni alla responsabilità genitoriale – aggiunge Finco – la mia proposta ha, pertanto, l’obiettivo di una maggior tutela e sostegno della maternità e della paternità per dare una soluzione a quei genitori a cui è precluso il permesso di poter curare e assistere il proprio figlio, ancora non autosufficiente, ma con età superiore ad otto anni, senza dover ricorrere a strumenti quali la richiesta di ferie, e snaturandone così la loro funzione”.
24 Gennaio 2022
Villanova (Lega-LV): «Paragoni No-vax con la Shoah inaccettabili, l’antisemitismo si nutre anche di ignoranza»
Venezia, 24 gennaio 2022 – «Mi unisco all’appello della Comunità Ebraica di Venezia che, a pochi giorni dal 27 Gennaio, invita i No-vax a non strumentalizzare il Giorno della Memoria paragonando una delle tragedie più grandi della storia con la situazione pandemica. L’antisemitismo, un male che purtroppo dilaga sempre, si nutre di revisionismo e di ignoranza. Se qualche No-vax vuole protestare per le disposizioni del governo sul contenimento della pandemia, faccia pure: ma non si azzardi ad usare il 27 Gennaio e il Giorno della Memoria per i propri scopi». Il presidente dell’Intergruppo Lega-Liga Veneta in Consiglio regionale del Veneto, Alberto Villanova, si associa con queste parole alla dichiarazione del Presidente della Comunità Ebraica di Venezia, Dario Calimani. «In questi due anni di pandemia, purtroppo, abbiamo letto, visto e sentito di tutto e di più: minacce, insulti, scritte. Alla tragedia sanitaria del Covid, purtroppo, c’è chi ha aggiunto una deriva di assurdità senza precedenti. Tra questi, c’è anche chi si è permesso di paragonare la Shoah alle restrizioni per il contenimento del virus, mettendo le due realtà sullo stesso piano. Impensabile, a maggior ragione alla vigilia del 27 Gennaio, una data dal valore storico e culturale intrinseco e che dovrebbe essere dedicata al raccoglimento. Nessun paragone con una tragedia così immane può restare in piedi. Mi auguro che chi non condivide le regole sulle vaccinazioni non pensi di utilizzare il Giorno della Memoria per portare avanti le proprie tesi – conclude Villanova -: sarebbe un affronto inaccettabile, soprattutto per i milioni di innocenti morti nei campi di sterminio».