Politica, Michieletto – Vianello (Lega – LV): «A Marcon la lezione di libertà di Tina Anselmi è anche quella di scegliere Piero Angela, uomo di cultura al quale intitolare una scuola».
Venezia, 28 ottobre 2022 – «La figura di Tina Anselmi è centrale nella nostra storia. Lei stessa, che ha combattuto per la libertà, avrebbe certamente riconosciuto che la facoltà di un ente democraticamente eletto dal Popolo nel fare una scelta diversa, come nel caso di una intitolazione di una scuola, fa parte di quel concetto chiamato democrazia». E’ questa la posizione dei consiglieri regionali di Lega – LV, Gabriele Michieletto e Roberta Vianello, in merito alla polemica apertasi a Marcon per il caso relativo all’intitolazione di una scuola. «Il patrimonio storico e politico che ci ha lasciato in eredità Tina Anselmi, non è monopolio della sinistra. E men che meno la democrazia, nel cui concetto rientra anche la possibilità di fare scelte diverse da quelle volute da altri. Se così non fosse, ci troveremmo in un regime totalitario, esattamente quello che Tina Anselmi ha combattuto in gioventù e sui banchi della democrazia. Non abbiamo bisogno di lezioni di storia e moralità da Zottis e Montanariello: sia perché non se ne avverte il bisogno, sia perché non ne hanno titolo. Anche perché il Sindaco di Marcon, Matteo Romanello, non ha dedicato l’istituto a un criminale jugoslavo che ha ucciso innocenti nelle foibe. Ma ad un uomo come Piero Angela, divulgatore straordinario di cultura e sapere. Quale miglior nome, pertanto, per un istituto scolastico, dedicato a un uomo di cultura?» concludono i due consiglieri regionali di Lega – LV, Gabriele Michieletto e Roberta Vianello.
Vino, Corsi (Lega – LV): «Il vino nel Veneto è cultura, storia, territorio, tipicità. Un Ecomuseo del Vino potrebbe dare grande valore a questa risorsa economica del nostro Veneto. E su tale materia è stata presentata una mozione».
Venezia, 28 ottobre 2022 - «L’istituzione di ecomusei riguardanti la cultura vitivinicola non rappresenta una novità assoluta sul piano internazionale: in altre regioni d’Europa, celebri per la loro produzione vitivinicola di eccellenza, sono state istituite esperienze museali dedicate. Basti pensare alla “Città del Vino” di Bordeaux in Francia, al “World of Wine” a Oporto in Portogallo e Vivanco a Briones in Spagna. Tornando alla nostra regione, nel Veneto il vino e la vite sono a tutti gli effetti parte integrante della cultura e della storia del territorio, inarrivabili interpreti di quelle tradizioni e tipicità locali che contraddistinguono il variopinto mosaico culturale di cui è composta la nostra regione – illustra il consigliere regionale di Lega – LV, Enrico Corsi -. Il Veneto infatti può vantare nei confronti delle altre regioni italiane una cultura enologica identitaria, che affonda le proprie radici in quella varietà di territori a loro volta indiscussi protagonisti delle produzioni vitivinicole di eccellenza, che rendono celebre e conosciuta la nostra regione in tutto il mondo. Una eterogeneità di produzioni imprescindibilmente connesse tra loro, le quali costituiscono un traino economico di fondamentale importanza, in grado di assicurare al Veneto i vertici della classifica per produzione del vino». Nella mozione viene ricordata la legge regionale n. 17/2019, che prevede la possibilità, da parte della Giunta regionale, di promuovere e disciplinare gli ecomusei e la loro istituzione sul territorio, come organizzazioni culturali connotate da identità geografiche, da peculiarità storiche, paesaggistiche e ambientali visibili nei patrimoni di cultura materiale e immateriale espressi dalle comunità locali. Inoltre nella legge regionale n. 19/2020 si parla di iniziative per la promozione della cultura materiale della vite e del vino e per la valorizzazione della tradizione enologica veneta e l’istituzione di ecomusei del vino e patrocinio regionale ad associazioni operanti per la cultura del vino. «Nella mozione che ho presentato e sottoscritta dall’intero Consiglio Regionale– sottolinea il consigliere regionale di Lega – LV, Corsi – viene chiesto che la Giunta si impegni a farsi parte attiva in ogni sede, al fine di sostenere ogni modalità e misura possibile per la realizzazione dell’ecomuseo internazionale di Verona (MuVin), anche attraverso il coinvolgimento di enti regionali come Veneto Agricoltura - Agenzia Veneta per l’Innovazione nel Settore primario. Perché a Verona? Perché la provincia di Verona si conferma come una delle province di riferimento in tutta Italia anche nella produzione del vino, grazie a una produzione che si attesta oramai da due anni (2020-21) a circa 3 milioni di ettolitri, se non oltre. E anche perché a Verona si svolge ogni anno una manifestazione di richiamo internazionale per la promozione del vino e della sua cultura, ovvero il Vinitaly. Il vino in sostanza, e con esso la cultura che ci gravita attorno, anche grazie all’istituzione di un Ecomuseo del Vino, deve diventare sempre di più baricentro economico veneto e traino anche per i flussi turistici nella nostra regione, attirati dall’indotto enologico che il vino stesso è in grado di creare. L’Ecomuseo del Vino oltre ad attirare migliaia di turisti diventerà un importante punto di riferimento per rafforzare la presenza strategica di Vinitaly a Verona. Inoltre non sarà solamente un museo fine a sé stesso ma diventerà uno dei principali “hub” di promozione dell’enoturismo a livello nazionale. E il tutto servirà a far ancor più da traino all’indotto enogastronomico, diventando così un rafforzativo affinché il Vinitaly continui a radicarsi sempre più a Verona» conclude il consigliere Corsi.
Dolfin (Lega – LV): “Alla Liga non piacciono le moeche? L’opposizione è seria?”
Venezia, 26 ottobre 2022 – “C’è quantomeno da restar basiti dalle dichiarazioni dell’opposizione contro la legge sulla valorizzazione della tradizione enogastronomica Veneta. Tra tutte le assurdità che si sono sentite in aula e quelle lette sulle loro note stampa, la peggiore è che i consiglieri della Lega abbiano votato contro le ricette tradizionali della laguna di Venezia. Non solo è falso, è pure offensivo, perché i piatti della tradizione tipica veneziana sono sempre stati parte della nostra cultura e tradizione, fanno parte del nostro Dna e da sempre sono oggetto della nostra tutela, di valorizzazione e promozione regionale”.
Così il consigliere regionale veneziano Marco Dolfin (Intergruppo lega – Liga Veneta), nonché Capo dipartimento Pesca per il partito in Veneto, commenta le accuse dei consiglieri di opposizione alla legge votata ieri sera in Consiglio regionale.
“Quello che la legge del collega Rigo si propone è proprio il contrario di quanto accusano i consiglieri delle minoranze. Forse non hanno compreso, o semplicemente letto, le modalità e le finalità, gli obiettivi. A raccogliere le ricette della nostra tradizione enogastronomica saranno le associazioni di categoria e non la Giunta regionale. Per questo l’ordine del giorno della consigliera Baldin è stato bocciato in aula, la procedura non era conforme a quanto prevede la norma e non poteva essere accolto. Dispiace che i consiglieri di opposizione non si siano nemmeno presi la briga di leggere la proposta legislativa, ma certamente non possiamo passare sopra ad affermazioni simili”.
“Da sempre siamo in prima linea per la promozione dei piatti tipici delle nostre tradizioni e nella stessa direzione va la legge – prosegue Dolfin – da mesi sto lavorando personalmente ad un progetto che riguarda i piatti tradizionali veneziani, e con l’assessore Corazzari stiamo portando avanti la possibilità di ampliare il riconoscimento di prodotti Igp/dop del nostro pescato. Stiamo inoltre lavorando per portare un evento legato alla Pesca veneta in Consiglio regionale, al quale non mancheremo di invitare la consigliera Baldin”.
Rigo (Lega – LV): “Valorizzazione della tradizione enogastronomica Veneta, i consiglieri di opposizione chiedono cose già previste dalla legge”
Venezia, 26 ottobre 2022 – “Valorizzazione della tradizione enogastronomica Veneta, vorrei rassicurare tutti i consiglieri di opposizione, tutto quello che chiedono è già previsto nella mia legge. Un consiglio: forse dovrebbero leggerla”.
Così il consigliere regionale Filippo Rigo (Intergruppo Lega – Liga Veneta) commenta gli attacchi dei consiglieri di opposizione sulla legge approvata ieri sera dal Consiglio regionale di cui è primo firmatario, dal titolo “Valorizzazione della tradizione enogastronomica Veneta. Istituzione del logo ristorazione tipica del Veneto”.
“Fanno sorridere queste polemiche, che dimostrano come pochi si siano presi la briga di leggere il testo di legge. E si mettano d’accordo le minoranze: siamo contro i vegetariani o contro i cibi della tradizione lagunare? Non hanno letto nemmeno il titolo e la finalità della norma: valorizzare la tradizione enogastronomica Veneta.
Ieri sera in aula è andato in onda un misero show con attacchi contradditori: chi diceva che la norma finanziaria prevedeva troppi soldi, chi diceva troppo pochi. E chi, purtroppo ancora oggi, non ha nemmeno capito che la mia legge non è un “ricettario” o un raccoglitore di ricette della tradizione enogastronomica veneta, e per questo consiglio loro di leggere con maggior attenzione il testo della norma”.
“L’ordine del giorno della consigliera Baldin – prosegue Rigo - ieri è stato bocciato perché inutile, in quanto la legge prevede già quanto chiedeva, solo che non ha capito la procedura: non sarà compito della giunta stabilire le ricette venete ma dei ristoratori e delle associazioni di categoria stesse, nel pieno rispetto del principio della partecipazione e sussidiarietà orizzontale.
Valorizzare le tradizioni e l’identità veneta attraverso quello che offrono le nostre tavole, puntando sul patrimonio custodito dai nostri ristoranti tipici, per incentivare il turismo e il nostro prestigioso settore enogastronomico. È questo lo scopo della legge che promuove la ristorazione tradizionale di qualità del Veneto attraverso l’istituzione del logo “Ristorazione tipica del Veneto” e l’istituzione della “Settimana della tradizione enogastronomica veneta”.”
“Di tutte le cose ridicole e fuori contesto che ho sentito e letto da parte delle opposizioni, quella che alla Liga non piacciono le moeche credo le batta tutte. Per quanto concerne i piatti vegetariani, non esistono limiti nella legge, basti pensare che molte ricette della nostra tradizione veneta sono a base di verdure, tra i più conosciuti i “risi e bisi” e la “pasta e fasioi”. Sono davvero attacchi sterili e strumentali, senza nemmeno un senso”.
“Posso capire che i consiglieri di minoranza fossero troppo impegnati per leggere il testo della legge – prosegue Rigo - ma prima di straparlare a caso, su cose tra l’altro già previste dalla legge, dovrebbero quantomeno leggerla e informarsi. Ricordo loro che per la preparazione di questa legge ho avuto modo di confrontarmi con le associazioni di categoria del settore. Le loro osservazioni e necessità sono confluite nel testo della legge e hanno portato all’istituzione del logo “Ristorazione tipica del Veneto”. Con questa legge creiamo inoltre la “Settimana della cultura enogastronomica veneta” che avrà l’obiettivo di diffondere nel migliore dei modi la conoscenza della cultura culinaria e che, sulla stregua di eventi simili nel resto d’Italia, potrà diventare un punto di riferimento internazionale: un appuntamento imperdibile per gli appassionati e i professionisti del settore”
“I visitatori che arrivano in Veneto – conclude il consigliere - vogliono conoscere non solo i capolavori architettonici o i paesaggi mozzafiato, ma anche i piatti. È nostro dovere tutelare i ristoranti e le piccole osterie che, anche con grandi fatiche, dopo due anni di pandemia e in piena crisi energetica, offrono ai loro ospiti prodotti genuini, rispettosi della sostenibilità e dell’ambiente, ma anche della salute dei consumatori.
Tutelare le nostre tradizioni enogastronomiche culinarie vuol dire non solo proteggere il nostro passato, ma investire sul nostro futuro”.
Prosek, Pan (Lega -LV) “Nuova normativa europea, accolta positivamente la nostra mozione”
Venezia, 26 ottobre 2022 - “La mozione regionale contro il Prosek ha raggiunto il suo obiettivo, accogliamo con gioia l’annuncio di una nuova normativa europea che impedirà che casi simili possano ripetersi”.
Così Giuseppe Pan (Lega - Liga Veneta), accoglie positivamente l’annuncio di una nuova normativa europea che impedirà il verificarsi di situazioni in cui uno Stato per un proprio prodotto per possa richiedere un nome uguale o simile ad una indicazione geografica già registrata.
“A luglio 2021 avevo depositato una mozione per difenderci dal vino croato Prosek, chiedendo fosse respinta la richiesta della Croazia e nel contempo intraprese regole serie, rigide, per impedire che casi simili potessero ripetersi”.
La mozione di Pan, assessore regionale all’Agricoltura nella scorsa legislatura, votata dal Consiglio regionale, ripercorre la storia del prosecco, ricordando che dopo la seconda guerra mondiale “I più attenti viticoltori di Valdobbiadene si organizzarono per difendere, valorizzare la viticoltura collinare e l’antica tradizione vitivinicola come oggi dobbiamo difenderla nel mondo e da questo nuovo rischio”.
“La Croazia ha avuto il coraggio di chiedere all’Europa il riconoscimento del Prosek (Prosecco in croato) e la Commissione Europea rischiava di violare norme che lei stessa si era data a tutela dei prodotti dei paesi membri: l’ennesimo attacco all’agricoltura italiana e al Made in Italy. Dunque bene che venga adottata una nuova normativa e un nuovo regolamento per impedire che tentativi simili possano ripetersi: siamo a disposizione per raggiungere questo risultato”.
“Bisogna infatti ricordare – aggiunge Pan - che il regolamento Ue sull’Organizzazione comune dei mercati agricoli stabilisce già che le denominazioni di origine e indicazioni geografiche protette debbano essere tutelate da ogni abuso, imitazione o evocazione, anche quando il nome protetto viene tradotto in un’altra lingua. La difesa del nostro vino – conclude Pan - non era solo un atto di protezionismo agricolo, economico o commerciale. È una difesa della nostra storia e della nostra identità”.
Rigenerazione Urbana, Pan (Lega – LV): «Il Governo riveda l’indice di vulnerabilità sociale e materiale (IVSM)»
Venezia, 26 ottobre 2022 - «E’ necessario e urgente che venga rivisto dal Governo centrale l’indice di vulnerabilità sociale e materiale utilizzato attualmente e in base al quale, paradossalmente, i Comuni più virtuosi del Nord vengono discriminati ed esclusi dal contributo». Così il consigliere regionale di lega – LV, Giuseppe Pan, che illustra il senso della mozione presentata ieri: «Impegnare il Governo a modificare l’IVSM: il Pnrr prevede di fornire contributi ai Comuni per investimenti nella rigenerazione urbana, al fine di ridurre le situazioni di emarginazione e degrado sociale nonché di migliorare la qualità del decoro urbano oltre che del contesto sociale e ambientale, ma i comuni del Nord ancora una volta sono stati esclusi dalla concessione dei contributi». Nel decreto del Ministero dell’Interno, il 21 febbraio 2022 è stata definita la modalità per la presentazione delle richieste di contributi, per l’annualità 2022, per investimenti in progetti di rigenerazione urbana, per la riduzione appunto di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, e finalizzati al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale. In base al provvedimento, entro il 31 marzo 2022 hanno richiesto contributi i comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti che, in forma associata, presentino una popolazione superiore a 15.000 abitanti, nel limite massimo di 5.000.000 di euro. La domanda dovrà essere presentata dal comune capofila. E ancora, i comuni che non risultano beneficiari delle risorse già attribuite con il decreto interministeriale del 30 dicembre 2021, nel limite massimo della differenza tra gli importi previsti dall’articolo 2, comma 2, del dpcm del 21 gennaio 2021 e le risorse attribuite dal predetto decreto interministeriale: «Ancora una volta il Nord viene lasciato in disparte. La graduatoria del 2022, come quella del 2021 ha premiato i comuni con meno di 15 mila abitanti delle regioni del Sud (Campania, Sicilia, Calabria e Puglia) escludendo intere regioni del Nord come Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Anche i contributi del 2022 (pari a circa 300 milioni) sono stati ripartiti utilizzando tra gli altri criteri come quell'“Indice di Vulnerabilità Sociale e Materiale” che per sua stessa natura finisce per premiare solo il Meridione d'Italia escludendo i progetti dei comuni del Nord pur in presenza di situazioni di emarginazione e degrado – sottolinea il consigliere di Lega – Lv, Giuseppe Pan -. E tutto questo nonostante le rassicurazioni del governo Draghi e svariati ordini del giorno approvati per cambiare i criteri di distribuzione dei fondi. I progetti dei comuni del Settentrione continuano a restare a bocca asciutta. L'indice utilizzato per l'assegnazione dei fondi ha di fatto penalizzato miriadi di Comuni virtuosi, ammessi alla graduatoria, ma esclusi per mancanza di finanziamento».
Autonomia, Villanova (Lega – LV): «Il nuovo Governo finalmente parla di autonomia: c’è nuova speranza nelle parole di Giorgia Meloni. Ora è il turno dei veneti».
Venezia, 26 ottobre 2022 - «Le parole del nuovo Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni in merito all’Autonomia ci danno finalmente fiducia. Dopo anni di promesse e rinvii, i Veneti hanno maturato del comprensibile scetticismo. Adesso attendiamo risposte concrete. E la migliore risposta ai dubbi sono i fatti, quelli veri, quelli concreti. Per tale motivo – sottolinea il Presidente dell’Intergruppo di lega – LV, Alberto Villanova - ci auguriamo davvero tutti noi Veneti che Giorgia Meloni faccia seguire gli atti alle promesse: ci sono territori, in Italia, che hanno già abbondantemente ricevuto. I Veneti chiedono solo di essere trattati alla pari: poi il tempo ci dirà chi è capace di gestire in casa le proprie risorse e chi no». E’ questo il commento di Alberto Villanova, Presidente dell’Intergruppo Lega – LV in Consiglio regionale del Veneto, in relazione alle dichiarazioni del Primo Ministro Giorgia Meloni sull’Autonomia: «Il Popolo Veneto si è già espresso con il più democratico degli strumenti, ovvero il Referendum, e nonostante una certa politica lo abbia contrastato, è stato riconosciuto anche dal Capo dello Stato. È da quel giorno che i Veneti attendono che la parola data venga mantenuta e si faccia rispettare la Costituzione, il documento fondamentale che consente di richiedere l’Autonomia in 23 materie. Se la legge lo consente, dunque, e se il Veneto ha compiuto tutti i passaggi come da Costituzione, ora ci deve essere l’assoluta volontà di andare avanti nel riconoscimento dell’Autonomia – ribadisce il Presidente dell’Intergruppo Lega – LV in consiglio regionale del Veneto - le parole della Meloni, in questo senso, mettono fiducia. Ma i Veneti vengono da tanti anni di aspettative deluse, e non vorremo mai che qualcuno possa vedersi riconosciuti ulteriori privilegi prima che venga riconosciuto quello che spetta al Veneto» conclude Villanova.
Rigo (Lega-LV): «Tradizione enogastronomica veneta: approvata la mia legge per istituire il logo della ristorazione tipica e la Settimana della tradizione enogastronomica veneta»
Venezia, 25 ottobre 2022 – «Valorizzare le tradizioni e l’identità venete attraverso quello che offrono le nostre tavole, puntando sul patrimonio custodito dai nostri ristoranti tipici, per incentivare il turismo e il nostro prestigioso settore enogastronomico. È questo lo scopo della nuova legge, da me proposta e approvata oggi dal Consiglio regionale del Veneto, che vuole valorizzare la ristorazione tradizionale di qualità del Veneto attraverso l’istituzione del logo “Ristorazione tipica del Veneto” e l’istituzione della “Settimana della tradizione enogastronomica veneta”». Filippo Rigo, consigliere regionale dell’Intergruppo Lega-Liga Veneta, commenta così l’approvazione in aula consiliare della legge regionale da lui presentata.
«Tutelare le nostre tradizioni enogastronomiche culinarie vuol dire non solo proteggere il nostro passato, ma investire sul nostro futuro: l’enogastronomia è ricchezza, è attrazione, è turismo, è identità. La nostra cucina è estremamente varia e abbraccia ricette di mare, di montagna, di lago, ognuna legata a una parte del nostro vastissimo territorio e ognuna vecchia di secoli, tramandate di generazione in generazione. Conoscere questi piatti vuol dire conoscere meglio anche la nostra terra, le sue peculiarità, la sua storia. Negli ultimi anni si sta diffondendo un turismo sempre più consapevole di questi aspetti culturali, e i visitatori che arrivano in Veneto vogliono conoscere non solo i capolavori architettonici o i paesaggi mozzafiato, ma anche i piatti. È nostro dovere tutelare i ristoranti e le piccole osterie che, anche con grandi fatiche, dopo due anni di pandemia e in piena crisi energetica, offrono ai loro ospiti prodotti genuini, rispettosi della sostenibilità e dell’ambiente, ma anche della salute dei consumatori. La Regione del Veneto, che è sempre stata vicino ai produttori e ai ristoratori, aiutandoli anche in questa difficile congiuntura economica creata dalla pandemia e dalla guerra, vuole favorire la conservazione e trasmissione della cultura enogastronomica, per rafforzare il legame tra i prodotti tipici e i territori da cui essi provengono. Per raggiungere questo obiettivo, il ruolo dei ristoratori è fondamentale, perché sono loro a far da tramite tra i consumatori e le straordinarie eccellenze enogastronomiche venete. Per la preparazione di questa legge ho avuto modo di confrontarmi con le associazioni di categoria del settore. Le loro osservazioni e necessità sono confluite nel testo della legge e hanno portato all’istituzione del logo “Ristorazione tipica del Veneto”. Con questa legge, inoltre, creiamo la “Settimana della cultura enogastronomica veneta” che avrà l’obiettivo di diffondere nel migliore dei modi la conoscenza della cultura culinaria e che, sulla stregua di eventi simili nel resto d’Italia, potrà diventare un punto di riferimento internazionale, un appuntamento imperdibile per gli appassionati e i professionisti del settore».
Me.Ve., Favero: “Soddisfazione per l’approvazione in Consiglio Veneto della legge per valorizzare il Memoriale Veneto di Montebelluna e la ‘Grande guerra infinita’ come esperienza culturale e prodotto turistico del Veneto”
Venezia 25 ott. 2022 – Si chiama Me.Ve e ha sede a villa Correr Pisani di Biadene di Montebelluna, ai piedi del Montello. È il Memoriale Veneto contemporaneo della Grande Guerra, allestito in occasione del centenario del primo conflitto mondiale, e ‘baricentro’ di quel ‘museo diffuso’ di itinerari e di cicatrici di guerra che caratterizza il Veneto, ‘regione al fronte’ nello scontro trai Grandi imperi del Novecento. Il Consiglio regionale del Veneto, con la legge proposta da Marzio Favero (Lega-Lv) e approvata oggi all’unanimità, ha adottato il centro multimediale e interdisciplinare di Montebelluna come partner istituzionale per una duplice operazione: fare memoria e storia ragionata di un evento che ha condizionato tutta la storia contemporanea e i cui effetti, come un’onda sismica, arrivano ai nostri giorni; e promuovere la valorizzazione turistica dei luoghi e dei percorsi di guerra del Veneto, come ‘viaggio di formazione’ ed esperienza culturale, sull’esempio di innovative istituzioni museali europee come il Museo della Grande Guerra del Pays de Meaux, sulla Marna, e il Memoriale di Caen in Normandia. Un’operazione che – ha spiegato il relatore Favero, ex sindaco di Montebelluna e già presidente del Comitato per le celebrazioni del centenario della Grande Guerra – vuol dare continuità ai programmi di studio e di investimenti della Regione Veneto che negli ultimi trent’anni ha impegnato oltre 30 milioni di euro per tenere viva la memoria di quel massacro che ha cambiato per sempre il corso della storia.
“Non si tratta di celebrare la guerra, né tantomeno di coltivare nazionalismi e imperialismi – ha spiegato in aula il relatore – ma di capire che il portato di quel dramma militare, sociale, politico ed economico ha segnato l’inizio dell’età contemporanea, generando una guerra infinita i cui effetti perdurano tuttora”. Tra gli effetti alcuni destabilizzanti e forieri di morte, come nazionalismi, totalitarismi, massificazione e globalizzazione, altri innovativi e forieri di progressi come il senso di unità nazionale, le innovazioni tecniche, l’emancipazione delle donne, la soggettività delle masse che hanno rivendicato nuovi diritti, il sogno della costruzione di un’Europa unita e di un nuovo ordine mondiale fondato su pace e democrazia, unico antidoto alla ‘guerra perpetua’. “Non possiamo capire i processi di trasformazione degli Stati, l’avvento dei totalitarismi e l’evoluzione delle democrazie – ha riassunto Favero – se non comprendiamo a fondo il senso del primo conflitto mondiale. Con questa operazione di storia e cultura vogliamo demistificare la narrazione sulla Grande Guerra, e valorizzarne in modo organico i luoghi e gli effetti, grazie al coinvolgimento non solo della ricerca culturale ma anche degli operatori privati del turismo”.
Zecchinato (Lega – LV): “Legge Veneto cantiere veloce ancora in vigore, ora sensibilizziamo il nuovo Governo”
Venezia, 25 ottobre 2022 –“La legge Veneto cantiere veloce resta in vigore, solo l'articolo n.7 è stato dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale. Lo ricordo ai colleghi di opposizione che hanno rilasciato dichiarazioni ambigue alla stampa, consigliando di leggere con attenzione la sentenza”.
Così il consigliere regionale Marco Zecchinato (Intergruppo Lega – Liga Veneta), relatore della legge, precisa la situazione e risponde alle dichiarazioni apparse sui media.
“Il sonoro ceffone a cui fa riferimento qualcuno dell’opposizione – spiega il consigliere - non lo hanno preso i consiglieri della Lega, ma purtroppo chi attendeva da tempo una norma come questa, che avrebbe risolto un problema reale. Cantar vittoria a discapito delle aziende e dei cittadini che attendevano questa norma non è certo un bel segnale istituzionale – ribadisce Zecchinato - abbiamo approvato Veneto cantiere veloce con l'obiettivo di aiutare i cittadini a risolvere i problemi relativi alle proprie abitazioni, portando finalmente avanti i tanti sospirati lavori di ristrutturazione. Noi siamo quelli del fare, pensiamo a lavorare, a risolvere i problemi, cercando di trovare delle soluzioni”.
“Veneto Cantiere Veloce è una legge utilizzata che sta dando benefici, quindi dire che la Legge è stata bocciata è sbagliato, fuorviante e crea solo confusione. Che l’articolo 7 potesse essere considerato al limite della competenza tra Regione e Stato era una possibilità di cui avevamo tenuto conto, ma andava data una risposta, occorreva intraprendere un percorso e trovare una soluzione ad una necessità, lo abbiamo fatto razionalmente e non ideologicamente”.
“Ora che la Corte Costituzionale si è espressa su questo articolo, non resta che sensibilizzare il nuovo Governo rispetto ad un problema reale che è necessario risolvere”.