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PROGRAMMA POLITICO
7/08/2026
Rigo (Lega-LV): “No alla cittadinanza ad Algerino. Nessun diritto per chi tifa l’integralismo islamico. Fuori da casa nostra, ora”
Venezia, 7 agosto 2026 "La sicurezza della nostra Repubblica e dei nostri cittadini non è negoziabile. Il diniego della cittadinanza italiana a un cittadino algerino a Verona, a causa di probabili legami con il fondamentalismo islamico, lancia un messaggio chiaro: chi non condivide i nostri valori fondanti e la nostra cultura non può e non deve far parte della nostra comunità. Nessuna cittadinanza quindi, anzi: chi è vicino all’Islam radicale deve uscire da casa nostra”. Così il consigliere regionale Filippo Rigo (Lega-Liga Veneta) interviene con determinazione sul caso del provvedimento di rigetto emesso nel veronese. "Diventare cittadino italiano non è un regalo o una formalità burocratica – spiega Rigo – ma l'atto formale che sancisce l'adesione totale alla nostra identità, alle nostre leggi e alle nostre radici democratiche e occidentali. Il fondamentalismo islamico rappresenta oggi una delle minacce più gravi e insidiose per l'Europa moderna. Per questo motivo, di fronte a un simile pericolo, le autorità hanno il dovere assoluto di passare al setaccio ogni singola informazione". "Se emerge anche solo l'ombra di un sospetto di vicinanza all'estremismo radicale, nessuno ha il diritto di girarsi dall'altra parte o di fare finta di nulla in nome di un finto buonismo. La tutela e l'incolumità della nostra gente – sottolinea Rigo - vengono prima di tutto. Ringrazio la Prefettura e gli apparati di sicurezza per aver vigilato. L’Europa è democrazia e rispetto, ma non possiamo e non dobbiamo aiutare il fondamentalismo islamico a distruggerci. E’ per questo che ora aspettiamo e speriamo tutti che il cerchio si chiuda con un volo di rimpatrio da dove è venuto", conclude Rigo.
7/08/2026
Coesione territoriale del Polesine, Corazzari (Lega – LV): “Nessuna propaganda. La mia è una legge speciale di sistema per tutto il Polesine. Meno polemiche e più proposte”
Venezia, 7 agosto 2026 – “Leggo con rammarico le polemiche sollevate in queste ore sulla mia proposta di legge per la coesione territoriale del Polesine. Ritengo però che, su un tema così importante per il futuro del nostro territorio, sarebbe opportuno abbassare i toni e concentrarsi sul merito delle proposte, evitando letture strumentali”. Lo dichiara il consigliere regionale Cristiano Corazzari (Lega – Liga Veneta), primo firmatario del progetto di legge illustrato nei giorni scorsi in Prima Commissione Bilancio e al centro del dibattito riportato dalla stampa. “Desidero chiarire un punto fondamentale – prosegue Corazzari –. Non si tratta di una legge per il solo Delta del Po, come qualcuno continua a sostenere, ma di una legge speciale di sistema per tutto il Polesine, pensata per affrontare in maniera organica le fragilità strutturali dell'intero territorio provinciale. Il testo nasce con l'obiettivo di sostenere tutti i Comuni polesani, rafforzando servizi, opportunità di sviluppo, capacità di attrarre investimenti e contrastando lo spopolamento che interessa l'intera provincia.” “La proposta – aggiunge il consigliere regionale – non vuole sostituirsi agli strumenti già esistenti, ma integrarli e coordinarli, introducendo un quadro normativo stabile che consenta di riconoscere le peculiarità del Polesine e di orientare in modo più efficace le politiche regionali. È una legge quadro che guarda al futuro del territorio nel suo complesso, non a singole realtà.” Corazzari respinge quindi le accuse di propaganda: “Credo che definire propaganda una proposta legislativa che nasce da dati oggettivi e da un confronto con amministratori, categorie economiche e realtà locali non aiuti il dibattito. Il Polesine perde popolazione, servizi e competitività da anni: è una situazione sotto gli occhi di tutti e richiede risposte concrete, non contrapposizioni politiche.” “Per questo – conclude Corazzari – auspico che il percorso di questa proposta possa essere il più possibile condiviso e trasversale. Se ci sono suggerimenti migliorativi saranno valutati con attenzione, perché l'obiettivo non è rivendicare una bandiera politica, ma costruire uno strumento utile per il territorio. Meno polemiche e più proposte: credo sia questo l'atteggiamento che i cittadini del Polesine si aspettano da chi li rappresenta.”
7/08/2026
Siccità, Corazzari (Lega – LV): “Un progetto di legge per la creazione di una rete di micro-invasi per garantire acqua, sostenere l’agricoltura e difendere il Veneto dai cambiamenti climatici”
Venezia, 7 agosto 2026 – "Il Veneto non può più rincorrere le emergenze. La siccità, alternata a eventi meteorologici sempre più intensi, impone un cambio di paradigma nella gestione della risorsa idrica. Per questo ho presentato una proposta di legge che punta a creare la Rete Veneta di Micro-Invasi Diffusi (RE.MI.DI.), un sistema capillare di piccoli bacini di accumulo in grado di trattenere l'acqua quando è disponibile e renderla fruibile nei periodi di maggiore necessità". Lo dichiara Cristiano Corazzari (Lega – Liga Veneta), consigliere regionale polesano illustrando il progetto di legge che istituisce una rete regionale di micro-invasi come infrastruttura strategica per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici, sostenere il comparto agricolo e migliorare la resilienza del territorio veneto. "La nostra agricoltura è tra le eccellenze del Paese, ma è anche uno dei settori più esposti alle conseguenze della crisi climatica. Negli ultimi anni abbiamo assistito a lunghi periodi di siccità, a un progressivo abbassamento delle falde e, nelle aree costiere, all'avanzata del cuneo salino. Allo stesso tempo, le piogge sempre più concentrate provocano allagamenti e dispersione di enormi quantità d'acqua che non riusciamo a trattenere. Dobbiamo imparare a conservare questa risorsa quando è disponibile, anziché limitarci a gestire le emergenze", prosegue Cristiano Corazzari (Lega – Liga Veneta), consigliere regionale polesano. La proposta di legge prevede la realizzazione di una rete diffusa di piccoli invasi, con una capacità massima di 50 mila metri cubi ciascuno, privilegiando opere integrate nel paesaggio rurale e realizzate con criteri di sostenibilità ambientale. L'obiettivo è accumulare prevalentemente le acque meteoriche per destinarle all'irrigazione nei periodi di scarsità, contribuendo al tempo stesso alla ricarica delle falde, alla mitigazione del rischio idraulico e al contrasto della risalita del cuneo salino. "Non immaginiamo grandi dighe – precisa Cristiano Corazzari (Lega – LV) – ma una rete intelligente di infrastrutture leggere, distribuite sul territorio, capaci di offrire benefici concreti all'agricoltura e all'ambiente. I micro-invasi potranno inoltre favorire la nascita di nuovi habitat naturali, incrementare la biodiversità e rafforzare la rete ecologica regionale”. Il progetto di legge è chiaro: chiedo di istituire la Rete Veneta di Micro-Invasi Diffusi (RE.MI.DI.) con uno stanziamento di 30 milioni di euro per il triennio, per creare più sicurezza idrica, tutela delle falde e sostegno alle imprese agricole, per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici. "La nostra agricoltura è tra le eccellenze del Paese, ma è anche uno dei settori più esposti alle conseguenze della crisi climatica. Negli ultimi anni abbiamo assistito a lunghi periodi di siccità, a un progressivo abbassamento delle falde e, nelle aree costiere, all'avanzata del cuneo salino. Allo stesso tempo, le piogge sempre più concentrate provocano allagamenti e dispersione di enormi quantità d'acqua che non riusciamo a trattenere. Dobbiamo imparare a conservare questa risorsa quando è disponibile, anziché limitarci a gestire le emergenze". La proposta di legge prevede la realizzazione di una rete diffusa di piccoli invasi, con una capacità massima di 50 mila metri cubi ciascuno, privilegiando opere integrate nel paesaggio rurale e realizzate con criteri di sostenibilità ambientale. Il progetto inoltre attribuisce un ruolo centrale ai Consorzi di bonifica, chiamati a progettare, realizzare e gestire gli interventi, mentre la Giunta regionale dovrà predisporre un Piano decennale degli interventi coinvolgendo Veneto Agricoltura, ARPAV, Autorità di Bacino, organizzazioni agricole e associazioni ambientaliste. "La gestione dell'acqua richiede programmazione, competenze e collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti. Per questo abbiamo previsto una pianificazione condivisa e fondata su solide basi tecnico-scientifiche". La proposta introduce inoltre contributi regionali destinati alle imprese agricole per la realizzazione dei micro-invasi aziendali, con finanziamenti fino al 70% delle spese ammissibili e un tetto massimo di 100 mila euro per azienda, oltre alla possibilità di ricorrere a strumenti di partenariato pubblico-privato per le opere di maggiore rilevanza. Il disegno di legge autorizza uno stanziamento complessivo di 30 milioni di euro per ciascuno degli esercizi 2026, 2027 e 2028, destinati sia al sostegno degli investimenti delle aziende agricole sia alla realizzazione delle infrastrutture pubbliche previste dal Piano regionale. "Si tratta di un investimento sul futuro del Veneto. Difendere la disponibilità di acqua significa garantire competitività alle imprese agricole, tutelare il territorio, preservare le falde e preparare la nostra regione agli effetti ormai evidenti dei cambiamenti climatici. Con RE.MI.DI. vogliamo passare dalla logica dell'emergenza a quella della prevenzione, costruendo un modello moderno, sostenibile ed efficiente di gestione della risorsa idrica", conclude Cristiano Corazzari (Lega – LV).

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